Diario di montagna

Mondeval

Una giornata in montagna raccontata attraverso la traccia reale e le immagini dell’escursione.

Dati dell’escursione

Distanza9.11 km
Dislivello positivo+574 m
Dislivello negativo−568 m
Quota minima1980 m
Quota massima2413 m
Durata4.53 ore

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Verso Mondeval

Ci sono gite che nascono già con un nome preciso nella testa, e altre che si impongono per forza di paesaggio. Mondeval appartiene a entrambe le categorie: il toponimo è netto, quasi essenziale, e appena si imbocca il percorso si capisce di essere in un angolo di Dolomiti con una personalità fortissima. La traccia della giornata si muove nell’area di Passo Giau e dell’altopiano di Mondeval de Sora, in territorio di San Vito di Cadore, tra il massiccio del Pelmo e i Lastoi de Formin. Le fonti consultate collocano qui anche il celebre sito dell’Uomo di Mondeval e inquadrano l’itinerario nel gruppo Croda da Lago-Cernera, coerentemente con l’ambiente attraversato.

La cosa bella di questa gita è il suo equilibrio: non è una semplice passeggiata d’alta quota, ma nemmeno un percorso che pretende di rubare tutta l’energia della giornata. Si sale con passo regolare, si entra in quota senza fretta e si resta abbastanza a lungo dentro un paesaggio aperto, fatto di prati alti, conche e dorsali gentili. I dati dell’escursione raccontano proprio questo: un anello compatto, con sviluppo contenuto e un dislivello che invita a camminare con costanza più che con slancio.

L’altopiano e i suoi segni

Il tratto più interessante è quello in cui la montagna smette di essere solo “salita” e diventa territorio da leggere. Mondeval de Sora è uno di quei luoghi che non si attraversano soltanto con gli scarponi, ma anche con lo sguardo: i riferimenti alla sepoltura mesolitica, alla Casera Mondeval de Sora e al Lago delle Baste danno al cammino una densità rara, senza togliere nulla alla sua dimensione escursionistica. Il colpo d’occhio, da quelle quote, si allarga verso il Pelmo e la corona di cime del settore, con la sensazione di stare su una soglia tra pascolo d’alta quota e paesaggio severo.

È proprio questa alternanza a rendere piacevole il cammino: prima l’ampiezza dell’altopiano, poi il dettaglio di un toponimo, di una casera, di un masso che diventa memoria. In giornate così, anche i punti apparentemente secondari hanno un peso narrativo. Non si ha l’impressione di “passare oltre”, ma di entrare in una geografia che sa conservare tracce umane molto antiche e, allo stesso tempo, restare perfettamente montana, concreta, essenziale.

Passi, quota e ritorno

Con i suoi poco più di nove chilometri, Mondeval offre una progressione lineare e pulita: si sale, si raggiunge il cuore dell’altopiano e poi si rientra lungo un tracciato che lascia il tempo di guardare indietro. Le fonti che descrivono l’area indicano come accessi classici Passo Giau, Forcella Giau e i sentieri 436 e 466, mentre altre schede collegano Mondeval anche alle direttrici verso Forcella Ambrizzola e Lago Federa. Nel nostro caso, il profilo dell’uscita parla di un itinerario più raccolto, molto adatto a gustarsi il paesaggio senza trasformare la giornata in una maratona.

Alla fine resta la sensazione di aver camminato in un posto che ha molti strati: naturalistico, storico, geografico. Mondeval non è solo un nome bello da pronunciare; è un altopiano che mette insieme la maestosità del Pelmo, la vicinanza dei Lastoi de Formin, la memoria dell’Uomo di Mondeval e l’identità precisa del gruppo Croda da Lago-Cernera. Ed è forse questo il suo fascino maggiore: una montagna che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ricordare.

Fonti e approfondimenti

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