Una giornata in montagna raccontata attraverso la traccia reale e le immagini dell’escursione.
Dati dell’escursione
Verso il Falzarego
La Traversata Col Gallina si è svolta nel settore del Passo Falzarego, in territorio di Cortina d’Ampezzo, lungo un ambiente che le fonti collegano chiaramente all’area del Rifugio Col Gallina e ai percorsi tra Lagazuoi, Tofane, Sasso di Stria, Averau e Nuvolau. Il nome della gita non lascia molto spazio ai dubbi: qui il riferimento geografico è proprio Col Gallina, un punto ben noto della zona ampezzana, ai margini di quell’ampio sistema dolomitico che ruota attorno alle Tofane.
Le foto della giornata mostrano un itinerario d’alta quota già pienamente in ambiente alpino, con pendii aperti, tracciato ben definito e ampie viste sulle cime circostanti. La quota di partenza e arrivo resta sempre sopra i 1900 metri, così l’escursione mantiene fin dall’inizio un tono severo ma mai eccessivo: si cammina in montagna vera, senza lunghi avvicinamenti in fondovalle.
Una salita breve, ma senza tempi morti
La giornata si è sviluppata in modo piuttosto lineare, con un andamento di salita e discesa contenuto ma continuo. Nelle immagini del mattino il sentiero appare ancora in ombra, con l’erba rada e il terreno chiaro che segnano bene il passaggio. Più avanti il tracciato si fa evidente tra prati d’alta quota e piccoli dossi, sempre dentro un paesaggio dolomitico molto pulito, dove i volumi delle montagne restano protagonisti assoluti.
Non c’è nulla di artificiale in questo itinerario: il fascino sta proprio nella misura delle cose, nei dislivelli contenuti e nella sensazione di attraversare un settore preciso delle Dolomiti ampezzane. Anche il profilo del percorso, poco sopra i sei chilometri, lascia intendere una gita compatta, da prendersi con calma, senza corse e senza forzature.
Terreno, dettagli e paesaggio
Guardando le fotografie, il terreno alterna tratti di sentiero battuto a passaggi su fondo più irregolare, con neve residua ben presente in alcuni punti della mattina e poi meno evidente nelle immagini centrali della giornata. Si riconoscono anche i classici segni dell’alta montagna invernale: luci basse, ampie superfici chiare, ombre nette, e soprattutto la presenza costante delle pareti dolomitiche che chiudono l’orizzonte.
In alcune inquadrature il panorama si apre in modo generoso, restituendo bene la posizione del Col Gallina come balcone naturale tra il Falzarego e le montagne attorno. In altre, più ravvicinate, conta soprattutto il ritmo del cammino: il sentiero, il margine della neve, i pendii erbosi e quella sensazione concreta di stare dentro un paesaggio ormai invernale, ma ancora leggibile nei suoi dettagli.
Un ritorno tranquillo, con la montagna addosso
Nel finale la gita conserva lo stesso carattere sobrio dell’inizio: niente effetti speciali, ma una traversata che lascia addosso la soddisfazione delle uscite semplici e ben calibrate. Col Gallina è uno di quei nomi che, sulla carta, sembrano piccoli; poi, quando ci cammini attorno, ti accorgi che stanno dentro un ambiente molto più ampio e ricco di quanto sembri. È forse questo il bello della giornata: una distanza contenuta, un dislivello misurato eppure abbastanza per sentirsi davvero in montagna, nel cuore delle Dolomiti di Cortina.
Fonti e approfondimenti
- Rifugio Col Gallina e Lago delle Anguane
- Giro dei 6 passi
- 5 Torri – Col Gallina
- Mappa sentieri di Cortina d’Ampezzo
Tutte le fotografie
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