Una giornata in montagna raccontata attraverso la traccia reale e le immagini dell’escursione.
Dati dell’escursione
Verso la conca del Fanes
Il nome era già una promessa: Forcella Quaire, o più precisamente Forcella dei Quaire, una di quelle parole che in Dolomiti fanno subito pensare a canaloni, sfasciumi e passaggi d’alta quota. La nostra uscita del 17 febbraio 2025 si è svolta nel settore di Fanes-Lagazuoi, tra le pareti e le forcelle che stanno sopra il Cadin de Lagazuoi e la testata della Val di Fanes. Non è un itinerario da inventarsi al tavolino: la traccia reale, con i suoi saliscendi, porta esattamente in quel settore, dove Forcella dei Quaire compare come snodo naturale tra Forcella Granda, Cima Fanes Sud e la zona della ferrata Tomaselli.
Camminando si capisce subito che siamo nel cuore del Gruppo del Fanes, in un ambiente severo ma leggibile, fatto di ghiaioni mobili, costoni di roccia chiara e grandi spazi aperti. La montagna qui non concede molto, però ripaga con una geometria spettacolare: forcelle che sembrano intagliate con precisione, pendii che si aprono e si richiudono, e un continuo gioco di linee tra le quote più basse e quelle più alte dell’itinerario.
La salita, tra tracce e roccia
La parte che porta alla forcella ha il sapore tipico delle salite dolomitiche “serie”: si sale con passo costante, su terreno via via più ripido, fino a raggiungere la zona alta attorno ai 2800 metri. Non c’è nulla di artificioso nel paesaggio, e proprio per questo il percorso ha un carattere molto netto. La Forcella dei Quaire si inserisce in una sequenza che collega la fascia di Forcella Travenanzes, Forcella Gasser Depot e Forcella Granda con il versante di Fanes Sud.
Le fotografie raccontano bene questo passaggio: il mattino ancora terso, i versanti in controluce, poi la sensazione di entrare in un corridoio di quota dove il terreno diventa più ruvido e il panorama si allarga. Non è un itinerario che cerca il bosco o i prati: qui dominano le pietraie, gli affioramenti e la roccia, con la montagna che obbliga a stare presenti a ogni passo. Ed è proprio questa essenzialità a rendere così riconoscibile l’escursione.
In vetta alla giornata, senza bisogno di retorica
Arrivati in zona Forcella Quaire, il paesaggio cambia ancora. Si ha la sensazione di trovarsi in un punto di cerniera, dove tutto converge: la salita da una parte, la discesa dall’altra, e sopra la massa di Cima Fanes Sud che domina l’area. La quota massima dell’itinerario coincide con quel mondo alto e asciutto, dove il panorama non è mai decorativo ma strutturale, quasi un modo per leggere la montagna. Da qui il nome del luogo smette di essere un toponimo e diventa un riferimento preciso nello spazio.
Mi piace molto questa idea di forcella come passaggio e non solo come meta. In giornate così, la soddisfazione non sta nell’arrivo in sé, ma nella continuità del percorso: si attraversa un territorio che ha una sua logica, e la si percepisce soprattutto quando si riconoscono i nomi giusti nel posto giusto. Quaire, Granda, Travenanzes, Gasser Depot, Fanes Sud: ogni elemento rimette ordine nel disegno della giornata.
La lunga discesa e il ritorno
La parte finale è stata quella più lunga e, per certi versi, più eloquente: scendere da queste quote significa attraversare di nuovo il paesaggio con un ritmo diverso, più disteso ma non meno attento. La perdita di quota importante si sente nelle gambe, e le pietraie accompagnano la discesa fino a riportare il cammino verso quote più umane. È il tipo di ritorno che non spegne la giornata, anzi la chiarisce: dopo ore trascorse fra i 2135 e i 2819 metri, la montagna ti restituisce un senso molto concreto della distanza percorsa.
Alla fine resta l’impressione di un itinerario asciutto, deciso, coerente con il suo nome e con il suo luogo. Una salita nel Gruppo del Fanes che non ha bisogno di ornamenti per farsi ricordare: bastano il profilo della forcella, la roccia chiara e l’idea di aver attraversato uno dei passaggi più belli e netti di questa parte di Dolomiti.
Fonti e approfondimenti
- Wikiloc – Cengia Veronesi per Forcella dei Quaire
- TrailLovers – Alta Via 1, tappa 2
- Ladinia – Alta Via Fanis, Cengia Veronesi
Tutte le fotografie
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